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PEC
COME SCEGLIERE UN SERVIZIO PEC PEC, ma quale PEC ? Per il comune mortale l’acronimo in questione non dice molto. I più scafati sanno che significa Posta Elettronica Certificata e che, in estrema sintesi, replica l’ufficialità della corrispondenza a mezzo lettera Raccomandata con Ricevuta di Ritorno. Per entrare un poco più in dettaglio vediamo i soggetti coinvolti mantenendo il parallelo con la posta tradizionale: Mittente Destinatario Servizio Postale Sui primi due c’è poco da dire se non che il mezzo con il quale sono coinvolti è la posta elettronica. In merito invece al “mezzo” con il quale il messaggio viaggia, il tradizionale servizio espletato da una sola entità (PPTT) nel caso della PEC viene espletato da due diverse soggetti, ossia i due Provider che forniscono la certificazione ai due soggetti primari. In pratica il mittente ed il destinatario devono stipulare un contratto di fornitura con due società (potrebbe anche essere la stessa) le quali forniranno le due caselle di posta elettronica, ad esempio: mittente@providerpec1.it destinatario@providerpec2.it Si nota subito che i due indirizzi appaiono come tradizionali indirizzi e nulla li collega al servizio PEC se non il fatto che, in certi casi, tale acronimo appare nell’indirizzo. E dal momento che il servizio è né più né meno che una implementazione del servizio di posta elettronica tradizionale, il funzionamento sarà assolutamente analogo. Infatti il mittente invierà al destinatario un messaggio usando le stesse modalità e gli stessi strumenti già in uso. La differenza sta nel fatto che i due provider utilizzeranno procedure di certificazione e di storicizzazione del traffico per poter documentare invio e consegna di fronte a terzi. In pratica i messaggi verranno criptati per garantire che il testo in arrivo sia effettivamente quello spedito e dopo la ricezione verrà inviata il mittente la comunicazione relativa che varrà anche di fronte a terzi. Il tutto naturalmente gestito sulla base di normativa apposita che indica anche le caratteristiche strutturali ed i vincoli, peraltro abbastanza stringenti ed elevati, a cui debbono soggiacere i soggetti economici abilitati a fornire il servizio di Provider PEC. Tutto questo premesso rimane da precisare una cosa importante: perché il tutto abbia senso il mittente PEC deve inviare il suo messaggio PEC ad un destinatario PEC. In altre parole un messaggio PEC inviato ad un indirizzo di e-mail tradizionale (quindi non-PEC) non ha alcun valore legale e non arriva ovviamente la ricevuta regolare di consegna. Detto questo vediamo COME SCEGLIERE UN SERVIZIO PEC che soddisfi le nostre specifiche esigenze. Ci sono un discreto numero di possibili fornitori (Provider) abilitati o in corso di abilitazione e questo porta ad una certa scelta di possibili servizi contraddistinti da costi anche molto diversi tra loro. Il servizio minimo è una casella di posta non personalizzata per la parte dominio, come la nostra labudcom@pec.it (il dominio pec.it appartiene al provider da noi utilizzato, il nome “labudcom” è di nostra scelta e deve essere unico per quel dominio – come per i normali indirizzi di posta elettronica). Una casella di questo tipo ha un costo che parte da € 5,00 (cinque) annui e fa già tutto quello che serve. Poi è chiaro che ad esempio una società con un certo numero di uffici che autonomamente abbiano la stessa necessità, comportando l’attribuzione di numerose caselle, troverà più d’immagine certificare un dominio (forzatamente diverso da quello sul quale sia ha il sito e la posta ordinaria: i due tipi di posta non possono coesistere nel medesimo dominio) come potrebbe essere labucomPEC.it (la presenza del PEC non è indispensabile). E qui i costi salgono e si arriva agevolmente alle migliaia di Euro. Questi sono gli ordini di grandezza: da 5 a 5.000 Euro. E la domanda sorge spontanea: qual è l’acquisto migliore ? Diciamo che, dal momento che in base alla normativa, peraltro in discussione per definire uno standard sovranazionale, i Provider devono avere caratteristiche tecniche, economiche e strutturali abbastanza omogenee, la scelta del fornitore non è critica, per cui i parametri determinanti sono il tipo di servizio ed il relativo costo. Quindi per una piccola azienda che deve inviare occasionalmente messaggi certificati alla Pubblica Amministrazione e un normale traffico di raccomandate sarà sufficiente il servizio base, mentre per un grosso studio legale o una grossa impresa di costruzioni, soggetti che sviluppano decisamente un traffico maggiore e che troverebbero più utile disporre di un certo numero di caselle diverse si può pensare ai servizi più sofisticati e costosi. Questo è quanto. Se vi è stato utile ditelo agli amici, se non è chiaro chiedete chiarimenti.

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